vino

Nella provincia di Siena si producono ogni anno circa 750.000 ettolitri di vino, proveniente per la gran parte dalle dodici DOC e dalle cinque DOCG presenti nel senese. Si tratta di vini di qualità, a conferma dell'alta vocazione vitivinicola di questo territorio.
I vitigni della provincia di Siena

orcia DOC

Questa DOC è disponibile nelle tipologie Bianco, Rosso, Novello e Vin Santo. L’Orcia Bianco presenta un colore giallo paglierino talvolta con riflessi verdognoli, un odore fine e fruttato e un sapore asciutto e armonico. La gradazione minima è di 11 gradi. L’Orcia Rosso presenta un colore rosso tendente al granato se invecchiato, un odore vinoso e fruttato e un sapore sapido e armonico. La gradazione minima è di 12 gradi. L’Orcia Vin Santo presenta, infine, un colore che varia dal giallo paglierino al dorato, all’ambrato intenso. Il profumo è intenso, etereo, con aroma caratteristico e il sapore è armonico, morbido, pieno. La gradazione minima è di 16 gradi.

Territorio interessato alla produzione

L’areale ricade nella provincia di Siena e comprende i comuni di Castiglione d'Orcia, Pienza, Radicofani, S. Giovanni d'Asso, San Quirico d'Orcia, Buonconvento, Trequanda e parte del territorio dei comuni di Abbadia San Salvatore, Chianciano, Montalcino, Sarteano, San Casciano Bagni e Torrita di Siena.

Produzione in atto

Osservazioni sulla tradizionalitÀ, la omogeneitÀ della diffusione e la protrazione nel tempo delle regole

L’Orcia Bianco si accompagna bene a pietanze delicate come il marzolino, la panzanella e il minestrone. Si consiglia di servirlo in calici svasati a una temperatura di 8-10°C. L’Orcia Rosso va abbinato invece a secondi piatti a base di carni e legumi come il pollo, la trippa, il lardo di Colonnata, la zuppa di lenticchie. Va servito in calici bordolesi ad una temperatura di 16-18 °C. La tipologia Vin Santo è ideale a fine pasto assieme ai dolci tradizionali toscani e alla pasticceria secca come i ricciarelli. Va servito in piccoli calici ad una temperatura di 10-12°C.

Descrizione dei processi di lavorazione

L’Orcia Bianco si ottiene con uve Trebbiano toscano (minimo 50%) ed eventualmente con altre varietà a bacca bianca, non aromatiche della zona (massimo 50%). L’Orcia Rosso si ottiene con uve Sangiovese (minimo 60%) e con l’eventuale aggiunta di altri vitigni non aromatici della zona (massimo 40%, con una percentuale di vitigni a bacca bianca non superiore al 10%). L’Orcia Vin Santo si ottiene, infine, da uve Trebbiano toscano e/o Malvasia bianca lunga (minimo 50%) a cui possono essere aggiunte quelle di altri vitigni a bacca bianca della zona in percentuale non superiore al 50%. Il processo di vinificazione dell’Orcia Rosso prevede che la fermentazione del mosto avvenga a contatto con la vinaccia. Le fasi successive sono quelle della svinatura, i travasi, l’affinamento e l’invecchiamento. La metodologia produttiva dell’Orcia Bianco mira all’immediata estrazione del succo dal frutto, in maniera che la fermentazione riguardi solo la parte liquida e non le bucce. Alla pressatura seguono la sfecciatura del mosto e la fermentazione che non deve superare i 20 °C. Ultimati i travasi, il prodotto è pronto per l’imbottigliamento. Il processo produttivo dell’Orcia Vin Santo prevede la vinificazione di uve sottoposte ad appassimento naturale e ammostate tra il 1° dicembre dell’anno di raccolta e il 31 marzo dell’anno successivo; è necessario diraspare le uve, quindi procedere ad una pigiatura soffice. Alla fase dell’ammostatura segue la fermentazione, che si blocca naturalmente al raggiungimento di un’alta gradazione alcolica. Il vino così ottenuto viene stabilizzato, affinato e imbottigliato

Materiali, attrezzature e locali utilizzati per la produzione:
  • Tinaia
  • Cantina
  • Vasche per la fermentazione
  • Locali per l’appassimento (per il Vin Santo)
  • Caratelli
  • Botti
  • Bottiglie
  • Tappo di sughero

Marchio di Qualità: DOC

Indirizzo del Consorzio: www.valdorcia.it

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